San Michele – San Michele 2017. Il resoconto di Elisa

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Prosegue la raccolta di racconti dei nostri pellegrini. Oggi e’ Elisa, animatrice dei gruppi parrocchiali del Duomo e San Filippo, a dirci cosa ha imparato in questi 68km di cammino. Alla prossima!

L’idea di fare questa camminata inizialmente non mi entusiasmava molto: la fatica, i dolori, la paura di non farcela erano tutte cose che mi spaventavano parecchio. Ma ho deciso di accettare perché l’ho vista come una sfida per me stessa, un’opportunità che non potevo lasciarmi scappare. Così sono partita per questa avventura con uno zaino in spalla e con l’essenziale dentro e ho capito che non ero l’unica ad avere timore, ma accanto a me c’erano persone che avevano esattamente i miei stessi pensieri. Camminando fianco a fianco però ho imparato ad osservare con più attenzione la natura e tutto quello che mi circondava, ho imparato a lasciarmi alle spalle ogni malanno, ho imparato che a ogni passo il viaggio cambia in qualche suo aspetto e che non basta solo il corpo per proseguire, ma anche lo spirito. Camminando si conoscono le persone, si ascoltano tante voci, si seguono le orme di altri passi. Terminata la camminata sono stata molto soddisfatta, orgogliosa di me stessa e soprattutto convinta di questa frase per me molto significativa: “Il vero miracolo non è volare in aria, ma camminare sulla terra”.

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Fossano in Festa con Don Derio

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Domenica 8 Ottobre nella Basilica Cattedrale di Fossano avrà luogo la celebrazione di ordinazione episcopale di Don Derio Olivero. La celebrazione inizierà sul piazzale antistante la chiesa dei Battuti Rossi alle 15.15. Accompagneranno le celebrazioni il gruppo di sbandieratori e musici Principi D’Acaja, la banda musicale fossanese Arrigo Boito.  La celebrazione sarà presieduta da mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino.

Al termine della celebrazione, nei pressi della Cattedrale, saranno messo a disposizione un servizio di navette per spostarsi al Palazzetto dello Sport di Fossano, dove grazie alla compartecipazione del Comune di Fossano e della Pro Loco, verrà proposto un buffet per tutti offerto dalla diocesi di Fossano.
Sarà un momento di festa con musica e animazioni per poter salutare il nuovo vescovo Derio Olivero e augurargli il meglio in questa sua nuova avventura nella diocesi di Pinerolo. Vi aspettiamo!

Chapeau, Derio!

Venerdì 29 settembre in Cattedrale a Fossano abbiamo pregato per Derio, perché anche nella vita di un prete succedono cose fondamentali, come quella di essere scelto per diventare Vescovo, e allora siamo stati noi questa volta ad essere vicini a lui, con una veglia e con tanti, bellissimi gesti di affetto, cercando di restituire un poco della Bellezza e del Senso di Comunione che Derio ci ha regalato nei suoi anni a Fossano.

Durante la veglia, ci sono stati molti momenti toccanti. Il più bello, forse, quello in cui i partecipanti alla funzione si sono tolti il cappello di fronte a Derio come gesto di ammirazione e ringraziamento. Questo gesto è stato introdotto dalla lettura di un bellissimo testo scritto da Chiara De Zanet. Riportiamo qui sotto il testo cosicché anche chi non ha potuto partecipare alla veglia possa rivolgere un pensiero a Derio e “togliersi il cappello” per ringraziarlo di questi anni insieme.

Nelle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, libro che tu Derio hai a cuore, l’imperatore romano afferma a proposito del suo ideale di vita: “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo”.

Sentirsi responsabili è già in sé qualcosa di nobile. Ma sentirsi responsabili della bellezza del mondo e tradurre questa responsabilità nella vita quotidiana, beh…questa è arte di fronte a cui togliersi il cappello.
Ed è proprio il modo con cui tu Derio ci hai invitati a stare in questo mondo, senza paura di spendersi per gli altri, senza timore di volersi risparmiare tu che per primo sai vivere così.

Da esperta guida alpina ci hai condotti a scalare ciascuno il proprio personale Monviso, senza mai forzare il passo, senza mai arretrare, con i piedi ben piantati per terra e lo sguardo al cielo.
Ci hai accompagnati a fare i conti con le difficoltà, gli scoraggiamenti, le speranze del cammino adulto e al contempo a pregustare la gioia dell’arrivo su una cima, la vista che si gode da lassù, la ricompensa della fatica, la realizzazione dei desideri profondi.
Ci hai invitati a sperimentare che non si è mai soli se c’è un Dio che lotta con noi.
Ci hai insegnato che è il futuro a dar senso al presente, che è l’orizzonte a riempire il nostro oggi con progetti di vita. E di infinito.

Sarebbe davvero bello stare ancora un po’assieme in punta e trattenerti qui con noi, non scendere a valle. O intraprendere una nuova salita, conquistare un’altra vetta, e poi un’altra ancora…ci avevamo preso gusto!
Ma ci sono altre cordate di camminatori che aspettano la loro guida… altre greggi in attesa del loro pastore! E tu devi andare.

E allora, con il cuore colmo di riconoscenza per quello che abbiamo ricevuto, oggi siamo noi a sostenerti in questa nuova avventura.
Siamo noi che ora, di fronte a chi non ha avuto e non ha paura di spendersi e di sporcarsi le mani e donare bellezza, ci togliamo il cappello.

E dunque…..chapeau!

San Michele – San Michele 2017. Il Resoconto di Chiara G.

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Proseguiamo la nostra raccolta di racconti della San Michele-San Michele. Questa volta è Chiara G., diciottenne, a raccontarci le sue impressioni su questa esperienza. Soprattutto, Chiara ci spiega come una semplice scampagnata l’abbia aiutata a trovare gli stimoli giusti per affrontare il cammino della vita.

Durante il cammino della nostra vita spesso ci troviamo di fronte a degli ostacoli, delle sfide, che possiamo decidere di affrontare o, più semplicemente, deviare.

A maggio mi arrivò a casa una lettera dalla Curia Vescovile; quando ne lessi il contenuto restai perplessa. Don Derio faceva appello a tutti i diciottenni di Fossano e d’intorni per fare un’esperienza diversa: dalla Sacra di San Michele alla cappella dedicata al protettore dei sogni di Fossano. I chilometri che separano questi due luoghi sono apparentemente pochi poiché possono essere percorsi con un’ora di auto, ma, la particolarità di quest’invito, consisteva nel fatto che tutta la strada dovesse essere percorsa a piedi.

Senza pensare alla fatica che avrei dovuto fare, ho deciso di accettare questa sfida. Ora che ho da pochi mesi 18 anni, che mi sto avvicinando verso l’età adulta e sono chiamata a prendere le prime decisioni in maniera autonoma, non mi sono tirata indietro e ho inaugurato così questo mio nuovo inizio.

Armata di zuccherini, panini, un paio di scarpe da ginnastica e tanta voglia di riuscire nell’impresa, mi sono incamminata assieme al gruppo di ragazzi e animatori che, come me, hanno deciso di mettere da parte la pigrizia e partire. I primi chilometri sono passati velocemente, ma già dal secondo giorno il peso della fatica si fece sentire; però in noi la voglia di andare avanti, passo dopo passo, non mancava. Eravamo tutti determinati a raggiungere il nostro obiettivo: la chiesa di San Michele.

Così ho capito, chilometro dopo chilometro, come sia difficile raggiungere un obiettivo, e come con i piedi che si alzavano a stento sia stato importante, invece che sentire il dolore, sentire semplicemente la voce dei miei compagni di viaggio che, con il poco fiato rimasto, intonavano canzoni.

Quando ripercorro la strada che separa Cussanio dalla mia scuola e ripenso a quella domenica pomeriggio, mi ritornano alla mente le molteplici storie ascoltate e raccontate, quelle storie che mi hanno dato la forza di non mollare. Tutto ciò mi fa pensare che più spesso ho dato importanza al dolore delle gambe e al sudore sul volto, piuttosto che concentrarmi sull’essenziale, ossia dei fidati compagni di viaggio. Anche se sarà difficile, voglio che questo sia il mio proposito per proseguire il cammino della mia vita!